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30 Marzo 2013
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Il 6 aprile prossimo alle 21.00 ai Viagrande studios di via Francesco Baracca, Viagrande (Ct).

Babilonia Teatri propone a Catania lo spettacolo The End di Valeria Raimondi e Enrico Castellani

Premiato nel 2011 come miglior novità italiana - ricerca drammaturgica e vincitore nel 2012 del Premio Hystrio alla Drammaturgia, si tratta di un racconto crudo sulla morte della durata di circa un’ora.


“Oggi la morte non esiste. Non se ne parla. Non la si affronta, né la si nomina. È un tabù. La morte viene occultata, nascosta.” L’incipit della descrizione dello spettacolo non lascia dubbi ne spazio all’immaginazione. Una visione, quella proposta, dove la percezione di morte collettiva è frutto di un mix di fattori culturali, in cui la “religione cattolica ha le sue responsabilità, ma – dove anche il - nostro modello e stile di vita, si sposa perfettamente con la volontà di rimuovere la questione”.


Le paure, i luoghi comuni, non servono quando a morire sono le persone a noi vicine. I genitori imbiancano e la malattia si avvicina, nessuna consolazione, secondo gli autori, nemmeno dalla religione. È un sentire comune? Chissà. Per loro comunque “La morte rimane tale. Uno spettro scuro di cui abbiamo infinitamente paura.”


Nel link inviatoci da Babilonia Teatri, che si occupa di teatro sociale e spettacoli d’analisi della società, il sito dove è presentato il loro spettacolo. Si legge nella recensione che li descrive: hanno “spezzato gli schemi tradizionali del teatro, persino gli stili recitativi. Hanno un’attenzione attiva al sociale, osservando la vita con sguardo limpido, con rigore e soprattutto nessuna indulgenza: sono i gruppi definiti «Generazione T», dove «T» sta per teatro.”


Nello spettacolo The end che andrà in scena a Catania, la compagnia veronese, propone una analisi sociale, “una sorta di aspro violento rap sulla morte, sulla dignità nella sofferenza e nella vecchiaia, quasi dei tabù in una società dove bisogna essere sempre efficienti, giovani e possibilmente belli”.

Vedi il video.


 
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