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22 Gennaio 2015
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Categoria: Buone prassi

Ovvero rivedere le politiche sociali con un approccio innovativo, che oltre l'assistenzialismo metta al centro la persona. Oggi il seminario.

Bei progetti da imitare: a Treviso al via il welfare Generativo
Testo e fonti a cura di Francesca Costa.

Il nuovo modello - proposto dalla Fondazione Emanuela Zancan di Padova - nasce come alternativa ai sistemi basati sull'assistenzialismo che negli anni si sono rivelati inefficaci e incapaci di rispondere ai bisogni crescenti delle comunità. 

Questa mattina si è svolto presso la Sala Rosso Coletti di Santa Caterina un incontro per approfondire i potenziali di welfare generativo e valutare sperimentazioni pratiche sul territorio comunale. 


"Vogliamo affrontare i servizi sociali in modo più utile per la comunità – ha dichiarato l'assessore al sociale Liana Manfio - Certamente il welfare generativo è una logica vincente perché pone l'accento sui diritti ma anche sui doveri della persona ridandole dignità e facendola sentire realmente utile. Per questo Treviso è fortemente interessata a questo nuovo tipo di approccio. Inizieremo un percorso con la Fondazione Zancan che porterà all'avvio di una fase di sperimentazione nei prossimi mesi nell'ambito di alcuni servizi sociali comunali". 


"Questo non riguarderà solo gli assistenti sociali ma tutto il personale del settore e, anche, attori esterni - assicura il dirigente del settore servizi sociali del Comune Giorgio Paris - L'obiettivo è di uscire dalla logica assistenzialistica che interessa, purtroppo, ancora alcuni servizi, per adottare invece un'ottica che renda la persona attiva e protagonista di un processo di riscatto. Il senso del welfare generativo è proprio questo: coinvolgere la persona valorizzandola". 


Welfare generativo significa passare da logiche di "costo" a soluzioni di "investimento" in grado, cioè, di valorizzare le risorse a disposizione, facendole rendere senza sprecarle. È possibile chiedendo alle persone aiutate di mettersi in gioco, contrastando la passività in cui la logica assistenziale le ha troppo spesso confinate. 


“Un approccio di questo tipo favorisce il passaggio dai diritti soltanto individuali ai diritti realmente sociali - ha evidenziato il direttore della Fondazione Zancan Tiziano Vecchiato - ogni aiutato che valorizza le proprie capacità è, infatti, anche moltiplicatore di valore. In una situazione di crisi come quella che stiamo vivendo è indispensabile adottare un approccio a maggiore capacità e potenza, che non si limita a raccogliere e ridistribuire, ma che possa davvero promuovere corresponsabilità sociali, rigenerare le risorse, grazie alla responsabilizzazione resa possibile da nuovi modi di intendere i diritti e doveri sociali. In questo modo il welfare da costo diventa investimento”. 
 
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