AGGIORNATO IL 27 Luglio 18:21:22
VISITE: 2488596
Dimensioni del testo:NORMALE|GRANDE|MOLTO GRANDE
Modalità:NORMALE|ALTO CONTRASTO
  • ciakad.com
  • Vimeo
  • Twitter
  • Facebook
  • Youtube
  • Youtube
  • Pinterest
  • RSS
21 Marzo 2013
invia questo articolo stampa questo articolo salva questo articolo in formato PDF
Categoria: Pedagogia

È nata a Milano l’omonima carta dedicata al rispetto di bambine e bambini nella comunicazione.

Da Milano una proposta per tutelare i bambini nella comunicazione

Si tratta di un progetto di cittadinanza attiva sintetizzato in dieci punti, che porta l’attenzione sulla necessità di pensare ai modelli educativi che passano attraverso i media e raggiungono i bambini influenzando il loro immaginario di persone in crescita, proprio quando stanno crescendo e per questo sono più vulnerabili.


Organizzatori e promotori si sono confrontati ritenendo “prioritario ripensare il rapporto tra media e minori, ripartendo dall’uso che della loro immagine viene fatto, soprattutto nella comunicazione massmediale.”


Col nome “Carta di Milano: per il rispetto delle bambine e dei bambini nella comunicazione”, cittadini, genitori, psicologi, professionisti della comunicazione, rappresentanti delle istituzioni, dell’arte, della scuola, delle imprese e del diritto, hanno redatto un documento che promuove questo tipo di consapevolezza ispirandosi a:


Convenzione dei diritti del fanciullo, 

Carta di Treviso, 

Keeping Children Safe, 

Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale,

all’esperienza maturata in cinque edizioni del Child Guardian Award di Terre des Hommes.


Tra gli obiettivi quello di creare un dibattito sui temi dell’immagine dei bambini e delle bambini, e cercare di favorire una maggiore conoscenza tra coloro che vorranno aderire e/o far proprie le proposte.

 

Dal sito i principi generali


1) Le bambine e i bambini non sono oggetti, bensì soggetti attivi, con la loro dignità, i loro gusti, speranze, sensibilità, idee e valori di cui si arricchiscono e che con loro si rafforzano. Hanno diritti inalienabili e doveri. La rappresentazione delle bambine e dei bambini dovrebbe sempre tenere conto di questa grande ricchezza coinvolgendoli in modo attivo e coerente con gli obiettivi di comunicazione ed evitando l’uso meramente ostensivo, sensazionalistico e artificioso della loro immagine.


2) I bambini e le bambine sono tali indipendentemente dal colore della loro pelle, dalla provenienza etnica, dalla loro fede religiosa e dalla loro condizione sociale. La comunicazione deve saper raccontare tutte le diversità etniche, religiose, sociali e geografiche evitando stereotipi e messaggi discriminatori.


3) La comunicazione deve tenere conto delle differenti età dei bambini e delle bambine coinvolti rispettandone la naturale evoluzione. Non bisogna rappresentarli in comportamenti, atteggiamenti e pose inadeguati alla loro età e comunque non corrispondenti al loro sviluppo psichico, fisico ed emotivo. Ogni precoce erotizzazione dei bambini e delle bambine va bandita dalla comunicazione.


4) La comunicazione dovrebbe rappresentare le bambine e i bambini in maniera veritiera, rifuggendo da ogni idealizzazione, buonismo o pietismo e bandendo, nel contempo, ogni promozione o incitamento di comportamenti devianti o violenti. La comunicazione dovrebbe rispettare la fantasia, la creatività e la curiosità dei bambini e delle bambine, così come quel delicato mondo di relazioni e interazioni in cui vivono ogni giorno.


5) I bambini e le bambine non devono essere rappresentati attraverso la raffigurazione adultizzata di stati d’animo negativi quali noia, depressione, rabbia, paura, o insoddisfazione che mirano solo a una loro strumentalizzazione a fini commerciali. Quando questi sentimenti negativi vengono rappresentati, lo devono essere secondo una modalità coerente, autenticamente corrispondente al significato che essi hanno per i bambini.


6) I bambini sono bambini. Sono femmine e sono maschi, con lo stesso diritto a essere rispettati come persone a tutto tondo. La comunicazione non deve rappresentare il genere in categorie fisse, esaltando attributi di virilità e forza, da un lato, di dolcezza e remissività dall’altro. La comunicazione non deve presentare continuamente i bambini e le bambine in attività convenzionalmente destinate a uomini o a donne, rafforzando le discriminazioni di genere.


7) Le bambine e i bambini hanno bisogno di punti di riferimento forti che trovano soprattutto nei loro familiari e nelle figure affettive a loro più vicine ovvero in chiunque si prenda cura del loro benessere psico-fisico. La comunicazione non dovrebbe sminuire nessuna di queste figure, togliendo ai bambini, specie i più piccoli, la fiducia nelle persone che sono fondamentali per il loro sviluppo psicologico, fisico e per la loro educazione.


8) La fragilità dei bambini e delle bambine e il loro bisogno di protezione non devono essere strumentalizzati per indurre negli adulti senso di colpa, inadeguatezza o allarmismo.


9) La rappresentazione di bambini e bambine affetti da patologie non deve ricorrere a immagini, descrizioni o discorsi che possano ledere la loro dignità.


10) Il benessere delle bambine e dei bambini è prezioso e la loro alimentazione è fondamentale perché possano crescere in modo sano ed equilibrato. La comunicazione dovrebbe promuovere un corretto stile di vita fisico e alimentare, cercando di rafforzare comportamenti che salvaguardino il benessere presente e futuro dei bambini.

 
messaggio pubblicitario
Inserisci il tuo login e la tua password per postare il tuo articolo
Inserisci il tuo login e la tua password per accedere all'area download
Inserisci la tua email per ricevere la nostra newsletter