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15 Ottobre 2013
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Autore: Redazione
Categoria: Associazioni

La distanza che intercorre tra annunci e dati e la realtà vissuta spesso, come per altre situazioni, non collima. La testimonianza di Vincenzo, operatore di comunità.

Droga in calo..Ma sarà Vero? Il dubbio di V.Andraous della Casa del giovane di Pavia

Vincenzo Andraous opera con ragazzi in area di disagio, tossicodipendenti, o comunque in difficoltà. Ci scrive: Osservando attentamente i giovani che si muovono nelle scuole, in famiglia, nella strada, negli spazi del divertimento, nella Comunità di servizio e terapeutica Casa del Giovane di Pavia (dove opera ndr), viene il dubbio che gli annunci e la realtà siano mondi separati, distanti, tanto è evidente che l’uso e abuso di droga, non è affatto diminuito ma aumentato".


"Forse" scrive "è in atto una sorta di auto ipnosi che ci fa perdere il contatto con la realtà. Sarà davvero così come si dice? La percezione che abbiamo non è comparabile con la lotta messa in campo contro le mafie, la battaglia in corso per una efficiente ed efficace prevenzione a tutela dei più giovani, di tutte le persone più fragili che abboccano all’amo della più grande delle bugie, la droga".


Con l'attenzione e i dubbi tipici di chi si occupa di persone e non di cose, aggiunge "posso sbagliarmi e me lo auguro, ma la sensazione è che le nuove generazioni, quelle più a rischio della botta di adrenalina, vadano ad ingrossare le fila delle tribù di consumatori occasionali o di quelli abitudinari. Nelle classi che ho il privilegio di visitare, nelle scuole in cui mi invitano a fornire il contributo di uomo ritornato intero da una caduta irriguardosa delle responsabilità, dei danni causati agli altri, mi sono fatto quest'idea; e non credo sia un giudizio affrettato. Dalle medie inferiori a quelle superiori, tragitto denso di scossoni d'identità, c’è un uso e abuso di sostanze. Lo smercio di droga diminuisce, eppure la fragilità dei nostri figli implode pari passo con una incultura che pervade non solamente la scuola, ma la società intera, incapace di opporre valori resistenti al costante scivolamento all’indietro. Col rischio di confondere la quantità con l’umanità, la marginalità con gli interventi saltuariamente presi di petto".


"Come è possibile" si chiede "che il problema droga sia in via di risoluzione se gli ingressi nelle comunità terapeutiche, nelle carceri minorili, non concedono tregua?". 


 
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