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20 Luglio 2013
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Una nota autobiografica di Vincenzo Andraous che ci racconta il fair play attraverso gli occhi di un bambino e con ironia analizza una realtà che fa riflettere ogni genitore ed educatore che cerchi con il suo comportamento di essere d'esempio.

Educare al Fair Play nel racconto di nonno Vincenzo: "Il disagio adulto"

"Sono stato a trovare mia figlia e mio nipote, da bravo nonno ho accompagnato mio nipote Mattia, pulcino della squadra di calcio cittadina al ritrovo organizzato per gli allenamenti.


Uno spazio incredibile, campetti di calcio, piscine, luoghi di ristoro, di divertimento, di relazione, insomma un vero eden per giovanissimi e adolescenti, nonché per le famiglie, gli adulti in cerca di relax e di linee guida per ben educare i propri figli.


Uno spasso osservare Mattia in campo, constatare che falli, sgambetti, gioco duro, erano banditi dal rettangolo di gioco, niente parolacce e niente grida sguaiate, tutta corsa, schemi, e consigli impartiti dalle panchine.


Incredibile ma vero, su quel campo si giocava a calcio rispettando gli avversari, l’arbitro, e ultimo, ma non per importanza, gli allenatori, che decidevano senza timore di obiezioni chi usciva e chi entrava.


Fair play verso i meno dotati, nei riguardi di chi perde, nell’esultare e nello stringere le mani dei coetanei, di chi inciampa e cade, insomma un bel vedere a cui non ero proprio più abituato.


Non c’era ansia né frustrazione, tanta voglia di giocare, senza protestare quando il coach rimprovera, rivolti a lui con rispetto e ammirazione, chiamandolo Mister sempre e comunque, riconoscendogli capacità e ruolo, soprattutto autorevolezza “conquistata sul campo per l’appunto”.


Sui campetti di calcio le squadre si susseguivano, i tornei approdavano ai gironi delle qualificazioni, e più ci si avvicinava allo stretto giro di boa, alle finali per intenderci, più accadeva quanto era da evitare come la peste, quel qualcosa che manda gambe all’aria un’intera architettura educativa costruita con fatica, professionalità e tanto amore.


Irrompevano ai bordi del campo le schiere di mamme imbufalite, di papà inebetiti dalle proprie aspettative, di adulti con i cartellini dei propri figli ben appuntati sul petto, ognuno a incitare i pargoli, e cosa assai più imbarazzante, tutti insieme appassionatamente a fare a pezzi arbitri e guardialinee.


Fair play e corretta interpretazione della reciprocità soccombevano sotto i cingolati dei nuovi conduttori di anime, dei nuovi costruttori di futuri Balo di periferia.


Parolacce, bestemmie, inviti a entrare duro sull’avversario, a non badare troppo a chi cade, a chi non ce la fa più a starti dietro, un susseguirsi di ordini lanciati da dietro le reti di recinzione, urla così perentorie da coprire quelle dei coach delle due squadre.


Fair play, rispetto, educazione, allenamento e sudore, un mondo di passi in avanti svolti uno per volta per non incappare nell’errore, improvvisamente messi da parte dall’incedere dell’orda genitoriale. Del mondo adulto ancora una volta imputato e recidivo, ma assente alla sbarra. Ben protetto dalle solite attenuanti, prevalenti alle aggravanti, che così facendo farà rimettere sempre il più debole, il più fragile, quello meno avvezzo a vestire i panni del più furbo per forza.


Fortunatamente i “grandi” non sono tutti così, e ancora più fortunatamente i giovanissimi non sono tutti propensi a fare i gladiatori piuttosto che gli atleti.


La partitella finisce con il Mister che stringe le mani dei propri campioni, tutti, nessuno escluso, ognuno è il suo campione. Ciascuno è il campione di tutti noi, con i nostri magoni, le nostre lacrime, la gioia per i nostri figli che hanno perso, che hanno vinto, che hanno dato tutto quello che potevano dare per farci sentire orgogliosi di loro.


E a ben pensarci forse, chi non potrà sentirsi orgoglioso del proprio operato e ruolo, sarà nuovamente il mondo dei "formatori", di quanti mandano i propri figli a imparare cosa sono la dignità e la libertà ma fa di tutto per non apprendere che il rispetto si impara solo con il buon esempio."


Di Vincenzo Andraous Tutor CdG Pavia

 
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