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13 Agosto 2013
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Categoria: Pedagogia Minori

Una iniziativa volta a creare, migliorare, costruire, progettare, città a misura di bimbo, rispetto per l’ambiente, spazi giochi, scuole, accessibilità, vengono monitorate nel rispetto della convenzione internazionale su diritti per l’infanzia.

Il progetto Costruire Città amiche delle bambine e dei bambini dell’UNICEF
Tutte le comunità dovrebbero avere una giusta attenzione del creare spazi adatti per quelli che saranno gli adulti di domani. Spazi che garantiscano una accessibilità e che rendano davvero tutti uguali, e questo indipendentemente dalle dimensioni cittadine siano metropoli grandi o piccole città, realtà urbane o rurali.

 

Come scrive l’Unicef nel suo documento (in allegato, inviato dal Comitato provinciale unicef Treviso ndr), “l’Iniziativa delle Città amiche delle bambine e dei bambini trae origine dal riconoscimento di alcuni importanti fenomeni in atto: la rapida trasformazione e urbanizzazione delle società globali, le crescenti responsabilità dei governi locali nei confronti delle loro popolazioni nel processo di decentramento e di conseguenza l’importanza crescente delle città all’interno dei sistemi politici ed economici nazionali.”

 

Così Unicef sintetizza in nove punti quello che definisce “il processo di costruzione di una Città amica delle bambine e dei bambini come sinonimo dell’attuazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia in un contesto di governo locale”. Punti che ribadiscono l’ascolto, l’uguaglianza e la necessità di spazi accessibili anche alla disabilità (ancor più nell’anno che Unicef dedica ai diversamente abiti ndr).

 

I Nove passi includono:

1. La partecipazione delle bambine e dei bambini: promuovere un coinvolgimento attivo dei bambini nelle questioni che li riguardano; ascoltare le loro opinioni e tenerne conto nei processi decisionali.

2. Un quadro legislativo amico delle bambine e dei bambini: assicurare un insieme di leggi, norme e procedure che promuovano e proteggano i diritti di tutti i bambini.

3. Una Strategia per i diritti dell’infanzia in città: sviluppare una strategia dettagliata e comprensiva, un’agenda per la costruzione di una Città amica delle bambine e dei bambini fondata sulla Convenzione sui diritti dell’infanzia.

4. Un’unità di intervento o un meccanismo di coordinamento per i diritti dell’infanzia: sviluppare strutture permanenti di governo locale per assicurare un’attenzione prioritaria alla prospettiva dei bambini.

5. Una valutazione e un’analisi dell’impatto sull’infanzia: attuare un processo sistematico per analizzare l’impatto sull’infanzia di leggi, politiche e prassi – prima, durante e dopo l’attuazione. Il processo di costruzione di una Città amica delle bambine e dei bambini è sinonimo dell’attuazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia in un contesto di governo locale.

6. Un bilancio dedicato all’infanzia: assicurare un impegno adeguato di risorse e un’analisi finanziaria a favore dell’infanzia.

7. Un regolare Rapporto sulla condizione dell’infanzia in città: assicurare un monitoraggio e una raccolta di dati in merito alla condizione delle bambine e dei bambini e dei loro diritti.

8. La diffusione di una conoscenza sui diritti dell’infanzia: assicurare la conoscenza dei diritti dell’infanzia da parte di adulti e bambini.

9. Un’istituzione indipendente per l’infanzia: sostenere le Organizzazioni non governative e le

istituzioni indipendenti che difendono e garantiscono i diritti umani – un garante o un commissario per l’infanzia – per promuovere i diritti dei bambini.

 

Queste le azioni proposte, ma sono moltissime le iniziative concrete che si possono mettere in atto, ad esempio in ogni nuova costruzione il rispetto delle norme sulle “barriere architettoniche” e investire sull’adeguamento delle strutture.

Oppure creare appositi spazi verdi, o adeguare quelli già esistenti. Pensare anche agli adolescenti e alle difficoltà del nostro tempo, promuovere una cultura ecosotenibile, un “aria migliore”, un cibo più sano. Sono solo alcuni degli spunti possibili…. 

 
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