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3 Gennaio 2014
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Autore: Redazione

Debutterà a Modena al Teatro dei Segni sabato 11 e domenica 12 gennaio 2014 alle ore 21.00, lo spettacolo "InCertiCorpi" del Teatro dei Venti.

"InCertiCorpi" la nuova creazione del Teatro dei Venti, a Modena 11 e 12 gennaio
L'ultima fatica del Teatro dei Venti, "vincitore in forma di studio del Premio Presente Futuro 2013, nasce da una riflessione articolata sul corpo della donna attraverso il lavoro fisico dell'attrice Francesca Figini, a partire dagli appunti e dalle suggestioni del testo Pittura su legno di Ingmar Bergman". (Fonte uff. stampa Teatro dei Venti)


Drammaturgia di Giulio Costa e Stefano Tè, regia Stefano Tè. A Modena al Teatro dei Segni sabato 11 e domenica 12 gennaio 2014 alle ore 21.00


Sinossi a cura di "Le staffette": in un tempo indifferente, tutto è destinato alla trasformazione, alla deformazione, all’invecchiamento. Prima della fine, ogni essere umano, volente o nolente, dovrà fare i conti con il passare del tempo. C’è chi lo accetta e chi invece cerca di tenersi in vita ritoccando il regredire o il progredire, a seconda dei punti di vista. Qualsiasi espressione si decida di farsi stampare in faccia è concessa, ma la fine è d’obbligo. C’è trucco ma non inganno. Col passare del tempo tutto cambia colore e natura.


In scena una donna, il suo tempo che avanza, la sua lotta per fermarlo. La donna non ha un nome. Potrebbe essere una qualsiasi entità: una moglie, una madre, un amore, una mignotta. Nascere, amare, scopare, mangiare, defecare, morire.


La drammaturgia si sviluppa attraverso la sovrapposizione di due linee temporali: da un lato il tortuoso e accidentato susseguirsi quotidiano di conquiste e di sconfitte, dall’altro il rettilineo e inesorabile declino verso la vecchiaia, cui si oppone con tutte le forze. Il punto di contatto fra le due traiettorie è la fine, dove non ci sono risposte né certezze, se non il gusto e il privilegio di girare gli occhi intorno e di muovere le dita. Ritorno allo stadio embrionale (o riscoperta dell’innocenza): l’unica cosa che vale la pena conservare per l’avvenire. Oppure, al contrario, semplicemente un ricordo. Da congelare. E lasciare nel passato... 

 
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