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17 Febbraio 2013
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Categoria: Pedagogia

“Attieniti al principio che vi è il 5% di buono nel peggiore individuo. Il gioco sta nello scoprirlo, e come c'è almeno il 5% di buono in ogni cosa, così vi è un’altro 5% di divertente”. B.P.

Lo scoutismo italiano e l’educazione all’attenzione per l’altro - A Macerata si occupa di pace

Baden Powell è stato il grande fondatore dello scoutismo, il progetto educativo per ragazzi e ragazze di ogni età, che per chi ha vissuto l'esperienza, rimane dentro il cuore per tutta la vita.


Fondamentalmente dedicato alla natura e alla vita all’aria aperta, con l’arte di arrangiarsi rispettando la natura (vita da scout, per l’appunto), lo scoutismo può essere praticato educativamente in gruppo a partire dai 7 anni e fino ai 21.


In queste tre fasce di età, le attività sono indirizzate ai bambini del "branco", con i lupetti, o del "cerchio", con le coccinelle; ai ragazzi preadolescenti e adolescenti, dagli 11 ai 16 anni, con le attività del "reparto" (esploratori e guide) e infine ai giovani del “noviziato” prima, e "clan" poi, come rovers e scolte, fino ai 21 anni circa.


Dopo quest’età, chi lo desidera può continuare a fare servizio come capo scout, o come una delle tante figure che girano a vario titolo attorno alla vita scout, come per esempio quella del cambusiere durante i campi estivi.


La proposta scout è simile in tutto il mondo, esseno basata sui fondamenti pedagogici di B.P., ed è riassumibile con la vita all’aria aperta, gruppi di auto aiuto di età miste, il perseguimento di principi morali di attenzione all’altro e diverso da sé e il “Servizio” verso gli altri, vero spirito pedagogico dello scout a tutte le età.    


In alcune parti del mondo, allo scoutismo si è associato anche la cultura religiosa, come nel caso dell’AGESCI (gli scout e guide cattolici d’Italia).


Spesso le ferree regole di gruppo e di appartenenza, come l’uso di una divisa, l’alzabandiera al campo ecc., sono percepite come rigide formalità, che in realtà i ragazzi non vivono poi così male proprio perché l’appartenenza è anche un simbolo di collettività e poi perché le regole applicate sono necessarie al vivere comune. E nell’immaginario comune, poi converge senz’altro un sentire preminente della “Bontà d’animo”.


A livello pedagogico avvicinarsi allo scautismo può essere, come per lo sport ed altre forme aggregative educative, un interessante modalità di approccio per educare i bambini e i giovani.

 

Presenti in tante provincie italiane, con progetti degni di menzione socio educativa, ci arriva notizia dell’AGESCI di Macerata che indica tra le loro finalità quella di curare ad “ogni livello la formazione alla comprensione internazionale e alla pace, promuove scambi di esperienze educative, opera nel campo della protezione civile”.


Citazioni di B.D.


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