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22 Marzo 2014
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Tags: VENETO

"Non è una iniziativa contro la povertà" ci tengono a sottolineare con forza gli Assessori dei Comuni presenti (Treviso, Padova, Venezia) fondatori dell'inziativa. Vediamo di che si tratta.

Nasce a nord-est il progetto di contrasto l'accattonaggio
La proposta parte dalla necessità di pensare a soluzioni al problema rilevato di "accattonaggio molesto". Queste le basi su cui alcuni Sindaci veneti si sono uniti in un progetto innovativo di rete e scambio dati con l'obbiettivo di contrastare quello che viene segnalato come un problema crescente sul territorio, forse (non ci sono ancora dati certi diramati in merito ndr) frutto di un racket. 

Tre i comuni fondatori dell'iniziativa (Treviso, Venezia, Padova e presto aderirà anche Vicenza ndr) che prevede un gruppo di lavoro comune e un osservatorio permanente per "Interventi strutturali e coordinati per essere efficaci". 

A presentare l'iniziativa alla conferenza stampa gli Assessori Giovanni Battista di Masi per la città di Padova, Sandro Simionato per Venezia e Roberto Grigoletto e Liana Manfio per Treviso.  

Tutti uniti nella volontà di contrastare il problema sottolineando a più riprese come l'intervento non sia un'azione contro la povertà, a cui semmai si tratterebbe di pensare con interventi diversi, piuttosto di creare una sinergia nelle singole azioni di "deterrenza, come l'allontanamento (salvo reati penali, che seguono un'altra strada) e le sanzioni, per agire in maniera più strutturale e coordinata". 

Verrà quindi istituito un osservatorio permanente per cercare di capire come intervenire a favore delle persone, costrette magari all’elemosina per reale bisogno, o se inserite in un racket od altre azione di tipo criminoso. 

I numeri diramati dall'ufficio stampa del comune di Treviso, evidenziati anche durante la conferenza vedono coinvolte circa "80 persone a Venezia, 30 a Treviso, mentre sono oltre 600 le sanzioni per accattonaggio a Padova nel 2013. Trenta gli euro raccolti quotidianamente in media al giorno ogni singolo soggetto, con una nota "positiva" non sono coinvolti minori. 

"Il problema" concludono i tre rappresentati delle Amministrazioni comunali aderenti "è nazionale e trasversale", per questo i Comuni chiederanno a breve "udienza alle commissioni parlamentari competenti di Camera e Senato per sollecitare un tempestivo intervento legislativo".
 
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