AGGIORNATO IL 27 Luglio 18:21:22
VISITE: 2419917
Dimensioni del testo:NORMALE|GRANDE|MOLTO GRANDE
Modalità:NORMALE|ALTO CONTRASTO
  • ciakad.com
  • Vimeo
  • Twitter
  • Facebook
  • Youtube
  • Youtube
  • Pinterest
  • RSS
23 Marzo 2013
invia questo articolo stampa questo articolo salva questo articolo in formato PDF
Categoria: AttualitàMondo

A due giorni dalla scomparsa, i funerali dei due italiani che hanno contribuito a rendere grande nel mondo l’immagine della nostra nazione.

Oggi a Roma i funerali di Pietro Mennea e Antonio Manganelli

Due malattie terminali li hanno portati via entrambi negli stessi giorni, appena sessantenni.

 

Antonio Manganelli, nato ad Avellino nel 1950, investito della carica di Capo della Polizia nel 2007, è stato uomo dall’alto profilo istituzionale, conosciuto in tutto il mondo per le sue capacità investigative e la lungimiranza nelle scelte istituzionali, è morto all’età di 62 anni.


Pietro Mennea, nato a Barletta nel 1952, Campione Olimpico e primatista del mondo di corsa (200 metri in 19”72, ancora record europeo ndr) mantenne il suo record mondiale nella corsa per quasi un ventennio. Plurilaureato, è stato tra gli ideatori e fondatori del gruppo sportivo Fiamme Azzurre della Polizia Penitenziaria (fonte Polizia Penitenziaria società giustizia & sicurezza ndr). 

Grande atleta, vincitore di molte sfide, ha creato con la moglie la Fondazione Pietro Mennea che si occupa di beneficenza. È morto all’età di 60 anni.

 


Oggi la città eterna accoglie le spoglie dei due grandi uomini e le persone che vorranno rendergli omaggio nelle chiese di S. Maria degli Angeli a Roma per Antonio Manganelli e Santa Sabina a Roma per Pietro Mennea. Per quest'ultimo, su indicazioni della famiglia saranno tre le orazioni previste, del Presidente del Coni Malagò, del giornalista Minà, del Magistrato Imposimato. 

 


Riportiamo alcune toccanti parole dedicate a Pietro Mennea da Ruggero Alcanterini del Comitato Nazionale Italiano Fair Play, che cita ricordi personali dell'incontro tra le loro due biografie: "Quando quarantasei anni fa Oberdan La Forgia e Ruggero Lattanzio mi convocarono a Barletta per conoscerti, ebbi una folgorazione, perché allora compresi come il diritto allo sport abbia un senso, soprattutto se consente ad un giovanissimo  talento di esprimersi, di manifestarsi, anche se non esiste una pista e le condizioni sociali sono le più avverse. Pietro, per me rappresentavi la conferma che i sogni si possono realizzare e che la volontà e la determinazione possono trasformare ognuno di noi in un vincente, in un simbolo."

 

 
Commenti
messaggio pubblicitario
Inserisci il tuo login e la tua password per postare il tuo articolo
Inserisci il tuo login e la tua password per accedere all'area download
Inserisci la tua email per ricevere la nostra newsletter