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3 Giugno 2014
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Autore: Redazione
Categoria: RicercaLavoro

Resa pubblica l'indagine dell'osservatorio economico sociale "Oltre la Crisi. Traiettorie e Sfide per Imprese Trevigiane" che vede tra i soci la Provincia di Treviso e la Camera di Commercio di Treviso.

"Oltre la Crisi. Traiettorie e sfide per le imprese trevigiane." l'indagine SWG

Indagine in sintesi (fonte uff. stampa Provincia di Treviso):


1) IL CLIMA GENERALE: non sembra un sondaggio umorale e polarizzato al pessimismo. A differenza del passato, le risposte sembrano molto più meditate e costruttive. La crisi ha colpito e, in alcuni settori, si farà ancora sentire. Ma del tutto contro tendenza, rispetto al dibattito sui media, quel 71% di imprese che esprime completo disaccordo sul fatto che, se le cose andranno male in Italia, si trasferirà all'estero. Il 71% di intervistati dice che non andrà via dall’Italia anche se le cose andranno male. Cercando di capire chi ci fosse dietro quel 25% di risposte che invece prende in considerazione questa ipotesi, in prevalenza c’è maggiore propensione ad andare via dall’Italia:

a. nei servizi alle imprese (32% intervistati, contro media del 25%)

b. nel commercio (28% - probabilmente strutture medio grandi)

c. nelle costruzioni (26% - è il settore più colpito dalla crisi)

d. nella categoria trasversale delle medie imprese è più propensa ad andare via dall’Italia

(29%). Fisiologico: chi più è strutturato più è nelle condizioni di valutare l'opzione.

I temi a questo punto sono: come rilanciare l’edilizia, superando il tradizionale modello di business; come rilanciare il commercio (ma di pari passo con il ripensamento urbanistico, l’attrattività dei centri storici); capire cosa sta dietro questo malessere del terziario.

 

2) LA CRISI "NON È SUBITA": certo ci sono aree/settori decisamente più esposti. Il concetto di rassegnazione potrebbe essere anche tradotto in termini di "accettazione" dei nuovi equilibri di domanda/offerta post-crisi. Ma il dato è sorprendente è che il 51% delle imprese intervistate giudica la propria situazione economica soddisfacente.

 

3) INNOVAZIONE: più in dettaglio, le risposte sull'innovazione offrono un quadro rincuorante, quanto a capacità di reazione alla crisi. Le imprese sembrano tornare ai fondamentali: fare bene i prodotti, ed esplorare bene le possibilità d'innovazione all'interno delle relazioni d'impresa (oltreché, altro dato importante, attraverso i propri collaboratori). Questi dati sembrano dare conferma del risveglio nazionale del manifatturiero, dentro il paradigma del "bello e ben fatto", sostanziato da nuovi sforzi sull'innovazione. Cosa che si porta dietro anche una parte del terziario avanzato per le imprese. Vince il modello del manifatturiero terziarizzato.


Il tema innovazione offre molti spunti: in particolare, si richiama l’attenzione sulle “fonti dell’innovazione”.

 

4) IL CREDITO: un’area critica continua ad essere il credito. Ma anche qui gli imprenditori non si fermano alla "lamentazione": oltre alle banche si trovano nuove forme di finanziamento; e il 67% delle risposte fanno emergere la consapevolezza che se le imprese sono capaci di proporre un buon progetto, i finanziamenti alla fine si trovano. Dato che trova sponda anche nell'ammissione di "carenza di cultura finanziaria".


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