AGGIORNATO IL 27 Luglio 18:21:22
VISITE: 2733187
Dimensioni del testo:NORMALE|GRANDE|MOLTO GRANDE
Modalità:NORMALE|ALTO CONTRASTO
  • ciakad.com
  • Vimeo
  • Twitter
  • Facebook
  • Youtube
  • Youtube
  • Pinterest
  • RSS
4 Settembre 2013
invia questo articolo stampa questo articolo salva questo articolo in formato PDF
Categoria: AttualitàNorme

Sul tema penitenziario c’è sempre molto da dire, il lavoro incessante di operatori e polizia penitenziaria, il sovraffollamento, i disagi e i gesti estremi, le “sanzioni” europee, viva testimonianza delle problematiche delle carceri italiane.

Passa il “decreto svuota carceri”, Vincenzo Andraous ci scrive
È dell’otto agosto scorso l’approvazione in senato del così detto “decreto svuota carceri”, la legge che inasprisce le pene per stalking e femminicidio e propone maggiori opportunità e pene “alternative” per i reclusi, e sgravi fiscali per le aziende che assumono detenuti che rientrano nella possibilità di usufruire di questa legge. Molte le opinioni in merito, spesso divergenti. Si pensa possa essere utile ma anche che sia solo un palliativo, la punta di un iceberg che a poco serve ad affrontare il grande disagio carcerario italiano.

Senza commenti in merito vi proponiamo una selezione di link, con articoli per approfondire e il testo di legge passato. A seguire uno stralcio tratto da una lettera inviata alla nostra redazione da Vincenzo Andraous, un nostro affezionato lettore che ha ci ha scritto e che si occupa di ragazzi disagiati e in situazioni di “marginalità”.

Per approfondire in po’:

da il sussidiario.net

da leggioggi.it

da altalex.it

il testo approvato

 

Dalla lettera di Vincenzo Andraous:

“Sono i giorni di chi parla della legge "svuota carceri", di buonismo e lassismo, di leggi improponibili, di idee malsane, di orde barbariche scorrazzare in strada, di migliaia di delinquenti liberi di interpretare la libertà. Gli istituti, a parere di qualcuno, rimarranno privi di quelle persone “accatastate”, numeri, confusamente sconosciuti ai più.


La “svuota carceri”, così è stata denominata quasi a significare un’in-umanità in procinto di  invadere le praterie nazionali abbattendo staccionate e porte blindate, rubando e rapinando dignità, depredando democrazia.

I detenuti, uomini e donne che lasceranno le celle, stanno per ritornare in seno alla società, così la “svuota carceri” compirà il suo corso, e forse, un maggiore coraggio da parte della politica, che dovrebbe formare, educare alla partecipazione per l’interesse collettivo, sarebbe stato utile.


Questo nuovo decreto è stato varato, per cercare di opporre un argine ai troppi suicidi, per riconsegnare dignità alla pena, a detenuti e operatori, per non rimanere inchiodati a una sopravvivenza imposta e fuori legge, lontana da ogni legalità, umanità, equità. Un misero solco scavato nel deserto delle parole perché deprivato di strumenti appropriati, mentre per liberare la “Giustizia” dalle troppe ingiustizie, rallentamenti, indifferenze, occorrerebbe piuttosto una precisa assunzione di responsabilità.

 

Domandiamoci con onestà intellettuale quanti di questi uomini e donne, pur sempre detenuti, potranno essere assunti qua e là, come ex detenuti. Quanti di costoro potranno essere adibiti a lavori di pubblica utilità nelle istituzioni pubbliche e private (per inciso io so bene di cosa sto parlando essendo Responsabile Servizi Interni della Comunità Casa del Giovane a Pavia, dove gestisco un laboratorio di lavoro di pubblica utilità per soggetti incappati nell'etilometro e/o in reati a bassa pericolosità sociale; per cui conosco il carico delle “eventuali” difficoltà), e quanta di questa “erranza umana” potrà essere in grado di fare i conti con una buona vita, fatta di rispetto e di reciprocità. Magari perché diventati "esperti" di una auspicata “destrutturazione e ristrutturazione” essendo stati precedentemente attraversati da una qualche formazione intramuraria. Forse sarebbe proprio quella grande maturità raggiunta nel panorama penitenziario italiano che dovrebbe essere valorizzata. Magari ancor più con maggiore incisività negli interventi, davvero, ora più che mai, urgenti".

 
messaggio pubblicitario
Inserisci il tuo login e la tua password per postare il tuo articolo
Inserisci il tuo login e la tua password per accedere all'area download
Inserisci la tua email per ricevere la nostra newsletter