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26 Ottobre 2016
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Autore: Redazione

E' l'obiettivo di “Nuove prospettive di comunità” promosso dalle associazioni del Laboratorio Cooperazione con il paternariato del Comune di Treviso, finanziato da Volontarinsieme CSV Treviso

Promuovere un nuovo valore di accoglienza e scambio relazionale nella comunità locale

Testo immagini e fonti a cura di Elena Matiuzzo.



Il Laboratorio Cooperazione (AVI - Ass. Volontari Insieme, I Care, Nats per…, AFR - Ass. Famiglie Rurali, Uomo Mondo, Terra del Terzo Mondo, Auser - Cittadini del Mondo) con il paternariato del Comune di Treviso e finanziato da Volontarinsieme CSV Treviso ha coinvolto oltre 30 giovani richiedenti asilo in diverse attività di formazione lavorativa e di lavori di pubblica utilità.

 


Il Laboratorio Cooperazione rappresenta un coordinamento, appena costituito giuridicamente, di associazioni di volontariato e di promozione sociale impegnate nella cooperazione allo sviluppo. Da ormai quattro anni queste realtà hanno avviato una riflessione sul tema della cooperazione, con l’obiettivo di promuovere nuove pratiche e modelli volti a privilegiare la dimensione della relazione e della valorizzazione delle risorse locali e non la mera sussistenza e la dipendenza Nord-Sud del mondo.


 

Un’attenzione particolare è rivolta al fenomeno della nuova migrazione, che vede molti giovani ragazzi richiedenti asilo bloccati all’interno delle strutture di accoglienza senza la possibilità di impegnare il proprio tempo in attività formative e di utilità per sé e per la comunità.



Ecco allora che si sono attivati due corsi di orticultura a Treviso e a Montebelluna che hanno coinvolto una ventina di ragazzi tra i 20 e i 30 anni, che insieme ad altri ortolani hanno potuto acquisire nuove competenze, scambiare conoscenze e continuare la pratica in orti comuni o avviando orti nuovi all’interno delle strutture.



Il corso di Treviso si è svolto grazie alla collaborazione della cooperativa Topinambur e del quartiere San Paolo che ha concesso un appezzamento di terreno presso gli orti collettivi ad alcuni ragazzi che hanno svolto il corso. Il corso di Montebelluna si è svolto presso gli Orti Solidali gestiti dall’associazione Verde Utopia.

 


A Vittorio Veneto è stato attivato un corso lattiero-caseario che ha coinvolto due ragazzi richiedenti asilo, ospiti della Caritas,  in un gruppo di dieci persone interessate ad imparare come produrre il formaggio. Il corso è stato svolto dall’Accademia Internazionale dell’Arte Casearia presso la Latteria Perenzin.


 

Non sono mancati poi gli incontri in alcuni istituti scolastici superiori con persone che hanno ottenuto lo status di rifugiato e le visite in alcune realtà aziendali del territorio di Montebelluna attraverso il progetto AziendAperta.

 


In accordo con il comune di Treviso, una quindicina di ragazzi richiedenti asilo si sono impegnati con alcuni volontari in attività di pubblica utilità insieme all’Ecogruppo della Legambiente, per ripulire alcune strade e spazi comuni della città.


 

A Montebelluna ha preso avvio anche un corso di incisione rivolto a quattro ragazzi richiedenti asilo,grazie alla collaborazione di un professionista che si è reso disponibile volontariamente. Questo è utile per dare la possibilità ai ragazzi di esprimere le proprie abilità anche dal punto di vista artistico.

 


Sono stati organizzati anche due momenti aperti alla cittadinanza in cui confrontarsi sul tema dell’accoglienza. Il 16 giugno scorso lo spettacolo teatrale “Mamma li Turchi!” proposto dalla compagnia degli Ecoisti. 

Il 10 luglio scorso la Festa dell’accoglienza presso il parco di Villa Manfrin  con tutti coloro che hanno partecipato alle varie attività del progetto. 

Un altro tassello sarà la mostra fotografica “Migranti di ieri e di Oggi, Ialiani  di domani”  a cura di Giorgio De Camillis che, per la sua prima assoluta, sarà esposta a Treviso dal 25 ottobre al 7 novembre nella centralissima piazza Indipendenza (Inaugurazione il 29 ottobre ore 12,30 in piazza Indipendenza terminato il convegno).



Treviso è la prima città europea a ospitare una esposizione che è dentro all’attualità, in quanto mostra il fenomeno della migrazione in corso e ne fotografa i vari aspetti, ponendo l’accento sulle risposte positive, quindi sull’ accoglienza, sul volontariato ed infine sul dialogo.



La gestione dell’accoglienza per i migranti è argomento di grande attualità, se ne discute in vari contesti ma pochi conoscono la realtà trevigiana e, ancor meno, sanno quanto è vario e presente l’associazionismo ed il volontariato che, da anni ed oggi, si adopera per la gestione, l’inserimento, l’integrazione dei migranti.

 


Sabato 29 ottobre alle 9.30 a Palazzo dei Trecento, si svolgerà infine il convegno  sul tema della cooperazione come strumento per  promuovere un modello produttivo sostenibile e attento non solo alle Comunità del Sud del Mondo ma anche a quelle locali. Titolo del convegno “Nuove prospettive di Comunità” Cooperazione e Sostenibilità; dalla Carta di Milano ai nuovi modelli di sviluppo economico e sociale. Alla tavola rotonda verranno coinvolti relatori che hanno collaborato alla carta di Milano e vari attori dell’economia locale, tra tutti segnaliamo la presenza di Cesare Vaciago Direttore Generale del Padiglione Italia in Expò Milano 2015.

 

 

Nota sul fotografo Giorgio de Camillis

 

Giorgio De Camillis è un fotografo che ha lavorato per diversi settori e in vari ambiti professionali; ha realizzato varie mostre fotografiche, tenuto vari corsi in ambiente universitario e curato alcune monografie, pubblicate da importanti case editrici.

Una delle sue caratteristiche principali, riconosciute nell’ambiente culturale e professionale, è legata alla sua capacità di catturare momenti di vita che stimolano la discussione intorno ad un fenomeno sociale. Gli scatti sono volutamente provocatori perché il fotografo, portando  (portando all’attenzione momenti di vita, vuole porre in evidenza le contraddizioni del nostro tempo.

 

 


 
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